Nel mondo sempre più interconnesso degli smartphone, la sicurezza informatica rimane una sfida cruciale per molti utenti.
Recenti approfondimenti da parte dell’ANSSI, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza dei Sistemi Informativi francese, mettono in luce una vulnerabilità significativa riguardante l’uso tradizionale del tasto “redémarrer” (riavvio) sui dispositivi mobili. Contro ogni aspettativa, il semplice riavvio del telefono potrebbe non essere sufficiente per proteggersi da sofisticati attacchi hacker e malwares.
Tradizionalmente, esperti di cybersicurezza e anche la National Security Agency (NSA) degli Stati Uniti hanno raccomandato agli utenti di riavviare regolarmente i propri dispositivi mobili, idealmente almeno due volte a settimana, per interrompere processi sospetti e neutralizzare potenziali virus. L’idea è che un riavvio blocchi tutte le applicazioni e i processi in esecuzione, comprese eventuali minacce nascoste.
Tuttavia, l’ANSSI ha rilevato una tecnica allarmante: alcuni malware avanzati, come il noto virus Android “PowerOffHijack” e versioni similari su iOS, possono simulare un riavvio o uno spegnimento del dispositivo pur mantenendolo operativo in background. Durante questa simulazione, lo schermo si spegne e il telefono sembra spento all’utente, ma in realtà il malware continua a operare indisturbato, registrando attività, attivando la fotocamera o intercettando dati sensibili. Questo “falso spegnimento” consente ai cybercriminali di aggirare l’interruzione energetica, il principale ostacolo ai loro controlli.
La vulnerabilità è stata confermata su entrambi i sistemi operativi più diffusi: Android e iOS. Nel caso di iPhone, in particolare, studi di laboratorio condotti da esperti di Kaspersky nel 2022 hanno dimostrato come sia possibile intercettare la sequenza di spegnimento e mostrare all’utente una schermata di blocco contraffatta, mentre la fotocamera frontale continua a registrare immagini trasmesse a server remoti.
Consigli ufficiali per una protezione efficace
Alla luce di queste scoperte, le autorità francesi e americane suggeriscono di adottare un comportamento più rigoroso: spegnere completamente il telefono per diversi minuti anziché limitarsi a un riavvio. Questa procedura garantisce che il dispositivo entri in uno stato di “power off” reale, interrompendo ogni attività del malware e impedendo la simulazione del falso spegnimento.
Il procedimento indicato è semplice: premere a lungo il pulsante di accensione, selezionare “Éteindre” (Spegni) e attendere alcuni minuti dopo lo spegnimento dello schermo prima di riaccendere manualmente il dispositivo. La pausa è fondamentale per assicurare lo spegnimento totale e non falsificabile.
Il FBI negli Stati Uniti raccomanda addirittura di spegnere il telefono per cinque minuti ogni sera, sottolineando che il riavvio rapido non è sufficiente a garantire la sicurezza.

Oltre la protezione: vantaggi del corretto spegnimento(www.computercityhw.it)
Spegnere regolarmente il telefono non solo aiuta a prevenire attacchi di hacker, ma porta anche benefici pratici per l’utente:
- Ottimizzazione delle prestazioni: liberando la memoria RAM occupata da app in background, il telefono torna più reattivo e fluido.
- Risoluzione di piccoli malfunzionamenti: problemi come crash improvvisi di app o rallentamenti dell’interfaccia spesso si risolvono con uno spegnimento completo.
- Risparmio della batteria e durata nel tempo: spegnere il dispositivo durante la notte aiuta a preservare la salute della batteria e riduce il rischio di surriscaldamenti.
- Pausa digitale: l’assenza di notifiche favorisce un reale distacco dalle distrazioni.
Misure complementari per difendersi dagli attacchi hacker
L’adozione di buone pratiche di sicurezza è indispensabile per minimizzare i rischi:
- Aggiornamenti regolari del sistema operativo e delle app, che spesso includono patch per vulnerabilità note.
- Scaricare applicazioni solo da fonti ufficiali come Google Play Store e Apple App Store.
- Controllare attentamente le autorizzazioni concesse alle app, limitando l’accesso a microfono, fotocamera e dati sensibili solo quando necessario.
- Utilizzo di soluzioni antivirus e antimalware affidabili, che possono intercettare e bloccare minacce note.
- Attivazione di sistemi di autenticazione a due fattori (2FA) per proteggere gli account online.
- Formazione e attenzione alle tecniche di phishing, che rimangono tra i vettori più comuni per il furto d’identità e l’installazione di malware.
Oltre alle indicazioni rivolte agli utenti, operatori come TIM Business offrono servizi dedicati di assistenza contro gli attacchi hacker per aziende, comprendenti analisi delle vulnerabilità e interventi rapidi in caso di attacchi. Anche l’ANSSI continua a coordinare esercitazioni e campagne di sensibilizzazione per rafforzare la resilienza nazionale in ambito digitale, come evidenziato nell’esercizio REMPAR25 del settembre 2025.








