I codici segreti di Android aprono menu nascosti e test diagnostici: scopri quali usare e con quali rischi
In pochi sanno che basta digitare una combinazione di numeri sul tastierino del proprio telefono Android per accedere a funzioni nascoste, menu segreti, statistiche dettagliate e strumenti di diagnostica pensati per tecnici e sviluppatori. Alcune sequenze sono note da anni, ma continuano a funzionare su moltissimi modelli in commercio.
Non si tratta di trucchi o applicazioni da installare: tutto avviene direttamente nell’app Telefono. Basta scrivere stringhe come *#*#4636#*#* o *#0*# e, se supportati dal dispositivo, si aprono schermate interne del sistema impossibili da trovare nei classici menu delle impostazioni. Da lì è possibile testare la vibrazione, verificare la fotocamera, monitorare la rete Wi-Fi, controllare lo stato della batteria, persino avviare un reset completo del dispositivo.
Dietro questi comandi c’è una struttura tecnica chiamata codici USSD, usata inizialmente per operazioni di rete e diagnostica. Nel tempo sono rimasti attivi e oggi rappresentano uno strumento prezioso per chi vuole capire come funziona davvero il proprio smartphone.
Cosa puoi fare davvero con i codici segreti Android
Uno dei più noti, *#*#4636#*#*, permette di visualizzare informazioni avanzate sulla batteria, le reti mobili, il consumo dati e le connessioni attive. È spesso usato da chi vuole diagnosticare malfunzionamenti senza app esterne. Non cambia impostazioni, quindi può essere considerato sicuro anche per utenti non esperti.
Altri codici vanno ben oltre. *#*#0*#*#* avvia un test hardware completo, utile per verificare se ci sono problemi al display, al touch screen, ai sensori di prossimità o all’audio. *#06# mostra l’IMEI, il numero identificativo del telefono, mentre *#*#1472365#*#* esegue un test GPS. Alcuni smartphone Samsung rispondono a *#12580*369# con dati tecnici su firmware e hardware.

Cosa puoi fare davvero con i codici segreti Android -computercityhw.it
Esistono poi codici che attivano reset parziali o totali. *#*#7780#*#* ripristina la partizione dati, senza toccare firmware o aggiornamenti. Più pericoloso *2767*3855#, che cancella tutto senza conferme, riportando il telefono allo stato di fabbrica. In questo caso, anche un errore di battitura può essere fatale.
Va sottolineato che non tutti i codici funzionano su ogni dispositivo. Molti sono legati al produttore (Samsung, Xiaomi, OnePlus, Huawei…), altri dipendono dalla versione Android. Su alcuni telefoni, non succede nulla. Su altri, compare un messaggio di errore. Alcuni modelli richiedono anche di premere il tasto di chiamata, mentre su altri basta inserire il codice completo.
Il motivo per cui questi strumenti non sono pubblicizzati è semplice: non sono pensati per l’utente medio. Eppure, se usati con cautela, possono risolvere problemi, velocizzare operazioni o fornire dati utili in caso di assistenza tecnica. In pratica, trasformano l’utente in un piccolo tecnico, almeno per qualche minuto.
Perché non tutti i codici funzionano e quando è meglio evitarli
Android non è un sistema uniforme. Ogni produttore personalizza il codice base con la propria interfaccia e con funzioni proprietarie. Questo rende impossibile avere una lista certa e aggiornata di codici segreti universali. Ciò che funziona su un Samsung potrebbe non funzionare su un Motorola, e viceversa.
Per esempio, il codice *#0*# apre un menu tecnico completo su molti Galaxy, ma su altri dispositivi non produce alcun effetto. *#*#232339#*#* testa la rete Wi-Fi, ma spesso è disattivato su versioni recenti. Anche *#9090#, che permette l’accesso alle configurazioni di diagnostica, è visibile solo su alcune versioni Android, generalmente legate al mondo enterprise.
Ci sono rischi? Sì, ma solo in parte. I codici informativi sono innocui. Diverso il discorso per quelli che modificano lo stato del sistema. Una stringa come *2767*3855# non perdona: formattazione immediata e perdita di dati. Anche codici come *#*#273282*255*663282*#*#*, che permettono di fare il backup multimediale, possono causare errori se il dispositivo non li supporta pienamente.
Alcuni utenti hanno segnalato, in passato, che l’uso improprio di certi codici può causare blocchi temporanei, riavvii improvvisi o addirittura la necessità di un reset manuale tramite recovery. Per questo motivo è consigliabile verificare ogni codice prima dell’uso, leggendo fonti affidabili o consultando guide ufficiali.
Questi comandi non sono illegali, non violano la garanzia e non richiedono permessi di root. Ma usandoli si esce dal perimetro dell’utilizzatore comune. Si entra in una zona “tecnica”, dove ogni comando ha un effetto diretto sul sistema. È un terreno affascinante, ma da esplorare con rispetto e attenzione.








