Altroconsumo ha pubblicato i risultati aggiornati del monitoraggio sulle reti mobili italiane, costruito sui dati raccolti tramite l’app CheBanda nel periodo compreso tra il 1° luglio 2025 e il 31 gennaio 2026. L’indagine ha coinvolto 14.551 utenti, distribuiti sull’intero territorio nazionale, che hanno eseguito test volontari in condizioni reali di utilizzo. Sono stati analizzati Vodafone, TIM, WINDTRE, Iliad e Fastweb, gli operatori per i quali il numero di prove raccolte consente valutazioni statistiche affidabili. Il punteggio complessivo tiene conto di velocità di download e upload, qualità della riproduzione video, tempi di apertura delle pagine web e percentuale di utilizzo della rete 5G. È una fotografia aggiornata al 2026, basata su dati concreti.
Come è stato condotto il monitoraggio e perché il 5G pesa nella classifica
L’app CheBanda registra i parametri tecnici nel momento in cui l’utente effettua il test. Per ciascun partecipante e per ogni località viene calcolata la media dei risultati. Il sistema valuta la velocità di download, la velocità di upload, il tempo necessario ad avviare un contenuto video e la stabilità della visione. Misura anche la rapidità di caricamento di un elenco di siti web, parametro che incide sull’esperienza quotidiana.
Nel ciclo di rilevazione chiuso a gennaio 2026 il 5G assume un ruolo centrale. La percentuale di test effettuati su rete 5G si avvicina al 30% del totale, in aumento rispetto agli anni precedenti. La crescita dipende dalla maggiore diffusione di smartphone compatibili e dall’ampliamento della copertura nelle aree urbane. Tra gli utenti Fastweb, la quota di prove in 5G raggiunge il 43%, dato che incide sul punteggio finale.

Come è stato condotto il monitoraggio e perché il 5G pesa nella classifica – computercityhw.it
La classifica complessiva assegna il primo posto a Vodafone, con 77.527 punti. Il distacco rispetto ai concorrenti è marcato. Al secondo posto si colloca Fastweb con 49.725 punti, seguita da TIM con 48.048 punti. Chiudono WINDTRE con 36.552 punti e Iliad con 26.430 punti. Il punteggio non dipende solo dalla velocità massima raggiunta, ma dalla copertura e dalla disponibilità costante della rete più performante.
Nelle otto città italiane con maggiore popolazione — Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna e Firenze — le prestazioni risultano mediamente superiori rispetto al dato nazionale. Nelle aree meno popolate, dove il numero di test raccolti è inferiore, le differenze tra operatori tendono a ridursi. È un elemento già osservato nei cicli precedenti. Le infrastrutture più recenti si concentrano nei grandi centri, e questo incide.
Velocità medie 4G e 5G registrate fino a gennaio 2026
Altroconsumo ha pubblicato anche le velocità medie di download separate per 4G e 5G. Nel segmento 5G, TIM registra la media più alta con 116 Mbps. Vodafone e Fastweb si attestano entrambe a 106 Mbps, mentre WINDTRE raggiunge 93 Mbps. Iliad si ferma a 65 Mbps.
Nel 4G, il dato più elevato è quello di Vodafone, con 77 Mbps. TIM e Fastweb si collocano a 45 Mbps, WINDTRE a 33 Mbps e Iliad a 29 Mbps. Il salto tra 4G e 5G è evidente per tutti gli operatori. Il 5G consente velocità più alte e tempi di risposta inferiori, soprattutto nelle aree con copertura stabile.
Il punteggio complessivo, però, non coincide con la sola velocità media. Contano stabilità, continuità del segnale e percentuale di utilizzo della rete di nuova generazione. Vodafone mantiene il primato grazie a una copertura più uniforme sul territorio e a una quota significativa di test in 5G. TIM, pur guidando nella velocità media 5G, non raggiunge il punteggio totale del primo operatore.
Il monitoraggio pubblicato il 18 febbraio 2026 fotografa una fase di consolidamento della rete mobile italiana. Il 5G continua a crescere, sia in termini di copertura sia nell’uso effettivo da parte degli utenti. I dati raccolti tra luglio 2025 e gennaio 2026 mostrano una competizione ancora aperta, con differenze nette tra il primo classificato e gli altri operatori. Le grandi città restano il terreno dove le prestazioni risultano più elevate. I numeri sono riferiti a un periodo preciso e forniscono un quadro aggiornato della qualità delle reti mobili nel 2026.








