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Nuova truffa telefonica, ti chiamano fingendosi il CAF: così il numero sospetto prosciuga i tuoi risparmi

Nuova truffa telefonica, ti chiamano fingendosi il CAF
Nuova truffa telefonica, ti chiamano fingendosi il CAF-computercityhw.it

Crescono le segnalazioni di chiamate truffaldine: ecco come riconoscere i tentativi di frode e proteggere dati e credito telefonico

Le truffe sono una piaga che da tempo si insinua nelle vite di diversi utenti, malcapitati, che nei casi più gravi arrivano a perdere soldi e dati sensibili. Si tratta di un pericolo da non sottovalutare mai, e non bisogna mai credere “a me non può succedere“, poiché le tecniche adottate dai criminali sono vere e proprie architetture, ideate per far cadere la vittima nel tranello.

Di truffe ve ne sono davvero molte, ma il sistema ha di fondo un unico comune denominatore: richiesta di denaro/dati, fingendosi enti pubblici oppure parenti, amici, ecc. Tra le ultime truffe in circolazione, ce n’è una a cui fare particolare attenzione.

Meccanismo della truffa telefonica e numerazione a sovrapprezzo

Continua a destare preoccupazione l’allarme truffa telefonica che nelle ultime settimane ha interessato numerosi cittadini in tutta Italia, con particolare attenzione al fenomeno delle chiamate ingannevoli che si spacciano per servizi CAF, ASL o strutture sanitarie, col fine di prosciugare il credito telefonico degli utenti o attivare abbonamenti non richiesti.

Il caso più segnalato riguarda il numero a sovrapprezzo 89349071, al centro di una rete di frodi telefoniche sofisticate che sfruttano il linguaggio burocratico e la paura di perdere benefici sociali.

Gli utenti ricevono un SMS con messaggi dal tono urgente, che annunciano “comunicazioni importanti”, “documentazione incompleta” o presunte “irregolarità nel modello ISEE”, invitandoli a richiamare un numero telefonico specifico, come il noto 89349071. La chiamata, una volta effettuata, viene gestita da voci registrate che trasferiscono l’utente a finti operatori che allungano deliberatamente la conversazione. In alcuni casi, viene richiesto di premere tasti, fornire dati personali o addirittura il PIN della SIM, con il rischio concreto di attivazioni di servizi a pagamento e conseguente prosciugamento del credito telefonico.

Le vittime spesso non si accorgono immediatamente dell’addebito, che può raggiungere cifre significative in pochi minuti. Questa truffa, evoluzione di vecchi raggiri telefonici, si avvale oggi di un linguaggio istituzionale e di termini come CAF e ASL per disarmare la diffidenza, soprattutto tra gli utenti meno esperti o coloro che hanno pratiche aperte presso questi enti.

Segnali e strategie per riconoscere e prevenire la truffa

Il primo e più efficace passo per evitare di cadere vittima di questi raggiri è non richiamare mai numeri sconosciuti, specialmente se riconducibili a prefissi a sovrapprezzo. Un vero CAF o ASL non invia SMS minacciosi, né chiede di richiamare numerazioni non ufficiali o di fornire codici di sicurezza e PIN tramite telefono. Tra i segnali sospetti figurano anche messaggi vaghi, con terminologie generiche come “pratica sospesa” o “documentazione incompleta”, e richieste di contatto urgente.

Nuova truffa telefonica, ti chiamano fingendosi il CAF

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L’Autorità Garante per la Privacy conferma che lo smishing, ovvero il phishing via SMS, è una minaccia in crescita e raccomanda cautela estrema nell’aprire link o fornire dati personali tramite messaggi di testo. I truffatori sfruttano l’urgenza e il timore per convincere le vittime ad abbassare la guardia, ma la prassi migliore resta quella di verificare sempre autonomamente le comunicazioni direttamente sui siti ufficiali degli enti coinvolti.

Cosa fare in caso di truffa e ruolo delle ASL e CAF

Se si sospetta di essere stati vittima di queste truffe, è fondamentale contattare immediatamente il proprio operatore telefonico per bloccare i numeri a sovrapprezzo e richiedere eventuali rimborsi o la disattivazione di servizi indesiderati. Inoltre, consigliato è presentare una denuncia presso la Polizia Postale, fornendo prove come SMS, screenshot e dettagli degli addebiti.

Nel contesto sanitario, le Aziende Sanitarie Locali (ASL), che in Italia gestiscono i servizi sanitari territoriali e ospedalieri, ribadiscono che non inviano comunicazioni minacciose né chiedono dati personali sensibili via telefono.

Allo stesso modo, i Centri di Assistenza Fiscale (CAF), come CAF CISL e CAF ACLI, offrono assistenza reale per pratiche fiscali come il modello 730 e l’ISEE 2026, ma attraverso canali ufficiali e prenotazioni dirette, mai con comunicazioni telefoniche improvvise o numeri a pagamento. Entrambi i centri sottolineano l’importanza di rivolgersi esclusivamente agli sportelli fisici o ai siti ufficiali per evitare raggiri.

La diffusione di queste truffe sottolinea la necessità di un’informazione efficace e di un atteggiamento prudente, specialmente tra gli utenti più vulnerabili, per difendere il proprio patrimonio digitale e la sicurezza personale.

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