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ChatGPT, arriva la stangata: ci saranno anche qui le pubblicità (ma c’è un sistema per risolvere)

ChatGPT: cosa cambia con le pubblicità
ChatGPT: ci saranno anche qui le pubblicità computercityhw.it

OpenAI ha ufficialmente avviato la fase di sperimentazione delle inserzioni pubblicitarie su ChatGPT per gli utenti statunitensi, una novità che segna un cambiamento importante nell’esperienza d’uso del noto chatbot.

Dopo l’annuncio di metà gennaio, la società ha iniziato a introdurre annunci visivi tra le risposte, interessando sia gli utenti della versione gratuita sia gli abbonati al piano più economico, il cosiddetto “Go”, con un costo di circa 8 euro al mese.

ChatGPT, arriva la stangata

Secondo quanto riportato da una nota interna visionata da CNBC, Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, ha comunicato ai dipendenti un significativo incremento dell’interesse verso il chatbot, con una crescita degli utenti del 10% su base mensile.

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Questa espansione del pubblico ha probabilmente spinto l’azienda a cercare nuove modalità di monetizzazione, portando all’inserimento della pubblicità all’interno dell’interfaccia di ChatGPT.

OpenAI ha spiegato che le pubblicità non influenzeranno le risposte generate dal chatbot: gli annunci saranno chiaramente identificati come sponsorizzati e separati visivamente dal contenuto delle risposte.

Il gruppo ha sottolineato che l’obiettivo principale di questa iniziativa è «consentire a un numero sempre maggiore di persone di accedere gratuitamente alle funzionalità più avanzate di ChatGPT, mantenendo la fiducia che gli utenti ripongono nell’intelligenza artificiale per attività personali e di rilievo».

Gli annunci compariranno esclusivamente al termine delle conversazioni, in modo da non interferire con il flusso naturale del dialogo.

Questa scelta è stata pensata per tutelare l’esperienza d’uso e per evitare distrazioni durante l’interazione con il sistema. Un aspetto rilevante della sperimentazione riguarda i contenuti sensibili: come precisato da Engadget, le pubblicità non saranno mostrate durante le conversazioni che riguardano temi delicati come la salute, il benessere mentale o argomenti di natura politica.

Questa misura è stata adottata per prevenire qualsiasi forma di sfruttamento commerciale di contesti particolarmente fragili e per evitare ulteriori polemiche, soprattutto alla luce delle recenti discussioni sull’impatto dei chatbot sul comportamento degli adolescenti.

Inoltre, durante la fase di test, le inserzioni pubblicitarie saranno nascoste agli utenti minorenni, in modo da ridurre il rischio di esposizione a contenuti non adeguati e per rispettare le normative vigenti sulla protezione dei minori nel mondo digitale.

Fonti interne citate da CNBC hanno riferito che OpenAI prevede che la pubblicità rappresenterà meno della metà dei ricavi complessivi dell’azienda nel lungo periodo.

Attualmente, una parte delle entrate deriva già dalla funzione di integrazione per lo shopping, che consente agli utenti di acquistare prodotti direttamente tramite ChatGPT, con OpenAI che trattiene una percentuale sulle transazioni effettuate.

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