Sempre più persone finiscono raggirate da chiamate e messaggi sospetti: come funziona il sistema e come difendersi
Se ricevi un messaggio WhatsApp da un numero internazionale che promette un lavoro o una vincita, potresti essere già finito nel mirino dei truffatori. Le truffe telefoniche sono in aumento e sfruttano l’anonimato di numeri esteri sconosciuti, spesso legati a prefissi come +33, +44, +53 e +62, per carpire informazioni personali o indurre le persone a compiere azioni dannose. Il bersaglio principale sono gli anziani, ma in realtà nessuno è al sicuro, perché il meccanismo è sempre più subdolo: talvolta è sufficiente rispondere a una chiamata per innescare tutto.
Come funziona il meccanismo e perché riconoscere i numeri è fondamentale
I truffatori non usano solo voci minacciose o intimidatorie. Spesso si presentano in modo garbato, amichevole, o fingono di rappresentare banche, enti pubblici, persino parenti. Il primo obiettivo è carpire fiducia, e il secondo è ottenere dati sensibili. In alcune truffe basta che tu risponda per essere registrato, richiamato in loop, o persino addebitato di costi non previsti (nel caso di numerazioni a tariffazione speciale internazionale).

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La prima difesa è sapere quali numeri evitare. È qui che entrano in gioco i database collettivi dei numeri sospetti, cioè elenchi pubblici aggiornati dagli utenti che hanno ricevuto chiamate o messaggi sospetti. In questi archivi si trovano numeri già segnalati come potenzialmente pericolosi, con tanto di descrizione del tentativo di truffa.
Fra i numeri più segnalati troviamo:
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+33 (Francia): contattano via WhatsApp fingendosi recruiter con offerte di lavoro troppo belle per essere vere.
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+44 (Regno Unito): inviano SMS fraudolenti che si spacciano per la banca o annunciano vincite fasulle.
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+53 (Cuba) e +62 (Indonesia): spesso legati a chiamate mute o truffe con ricariche e crediti.
Le vittime vengono testate durante la conversazione. I truffatori pongono domande per capire se la persona è vulnerabile, se è anziana, se è sola o facilmente influenzabile. Non è raro che si fingano figli, nipoti o addetti di qualche società, approfittando dell’insicurezza o dell’urgenza che sanno creare.
Cosa fare se ricevi una chiamata sospetta e come usare i database pubblici
Il consiglio principale è: non rispondere mai a numeri sconosciuti. Se per errore lo fai, non fornire mai dati personali al telefono, neanche se chi chiama dice di essere dell’INPS o della banca. Una volta terminata la chiamata, verifica subito il numero in uno dei database online (tra i più noti ci sono Tellows, WhoCallsMe, TiHoChiamato e TrueCaller). Se il numero è segnalato, saprai cosa evitare. Se non è presente, puoi valutare se inserirlo tu stesso, contribuendo a rafforzare la difesa collettiva.
Questi archivi sono gratuiti e funzionano grazie al contributo degli utenti. Più persone segnalano, più il sistema diventa efficace. Anche gli SMS sospetti e i messaggi WhatsApp possono essere tracciati e segnalati: spesso, infatti, usano nomi molto comuni, con promesse come “Hai vinto” oppure “C’è un pacco per te”.
Un altro modo per difendersi è installare app che filtrano le chiamate, molte delle quali integrano già i database pubblici dei numeri spam. Inoltre, se ricevi chiamate ripetute dallo stesso numero, bloccalo e segnala l’accaduto anche al tuo gestore, che può aiutarti a filtrare il traffico indesiderato.
Il fenomeno è in forte crescita anche in Italia, e intervenire collettivamente è ormai l’unica strategia vincente. Mai abbassare la guardia: dietro una chiamata innocente si può nascondere una vera trappola.








