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Arriva in Italia la Protezione antifrode di Google: come attivarla in pochi secondi sul tuo smartphone

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Arriva anche in Italia la Protezione antifrode di Google: come attivarla- Computercityhw.it

Puoi attivare, in pochi secondi, sul tuo smartphone la protezione antifrode di Google: ora è disponibile anche in Italia.

Google continua a rafforzare il proprio ecosistema di sicurezza e, dopo aver introdotto in Italia la registrazione nativa delle chiamate su Google Telefono, porta finalmente nel nostro Paese una funzione che finora era rimasta un’esclusiva dei mercati anglofoni: la Protezione antifrode.

È una novità che arriva quasi in sordina, distribuita gradualmente e senza annunci ufficiali, ma che potrebbe diventare uno degli strumenti più importanti per difendere gli utenti dalle truffe telefoniche, un fenomeno in costante crescita anche in Italia.

La Protezione antifrode di Google: come attivarla sul tuo smartphone

La funzione fa parte della suite Assistenza Chiamate, un insieme di strumenti pensati per rendere più sicura e più consapevole l’esperienza telefonica sui Pixel. Finora era disponibile solo negli Stati Uniti per tutti i Pixel dal modello 6 in poi, e in alcuni Paesi come Australia, Canada, India, Irlanda e Regno Unito, ma limitatamente ai Pixel più recenti. Ora, invece, Google ha iniziato a distribuirla anche in Italia, come dimostra la comparsa della funzione su un Pixel 10 Pro XL aggiornato alla versione 209 beta dell’app Google Telefono. Un dettaglio che suggerisce come il rilascio non dipenda solo dall’aggiornamento dell’app, ma anche da un’attivazione lato server, motivo per cui alcuni utenti potrebbero riceverla prima di altri.

La Protezione antifrode nasce da un lavoro di analisi approfondito sul modo in cui i truffatori operano. Google parla di un corpus di conoscenze costruito studiando i meccanismi più comuni delle frodi telefoniche, dai tentativi di phishing alle chiamate che imitano istituti bancari o enti pubblici. L’obiettivo è intercettare in tempo reale i segnali che indicano un potenziale rischio e avvisare l’utente prima che sia troppo tardi. Quando la funzione rileva una probabilità elevata di truffa, mostra una notifica immediata, accompagnata da un suono e da una vibrazione. L’utente può decidere se chiudere la chiamata o segnalarla come non truffa, contribuendo così a migliorare il sistema.

La tecnologia alla base della Protezione antifrode varia a seconda del modello di Pixel. Sui Pixel 9 e successivi, escluso il 9a, la funzione sfrutta l’intelligenza artificiale on‑device di Gemini Nano, una versione compatta del modello IA di Google progettata per funzionare direttamente sul dispositivo senza inviare dati ai server. Sui modelli precedenti, dal Pixel 6 al Pixel 9a, entra invece in gioco un sistema di machine learning locale, comunque capace di analizzare le chiamate in background senza interferire con le comunicazioni con i contatti salvati in rubrica. Google, infatti, specifica che i numeri presenti tra i contatti non vengono mai filtrati automaticamente.

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Protezione antifrode di Google, come attivarla sul tuo smartphone – Computercityhw.it

L’attivazione della funzione è immediata e non richiede competenze tecniche. Basta aprire l’app Google Telefono, accedere al menu laterale, entrare nelle impostazioni e selezionare la voce dedicata alla Protezione antifrode. Nei modelli più recenti è necessario scaricare il modello IA prima di attivare l’interruttore che abilita la funzione, un’operazione che richiede pochi secondi. Per chi desidera ricevere le novità in anticipo, Google ricorda che è possibile partecipare al Programma Beta dell’app Telefono, oppure installare manualmente le versioni più recenti tramite APK.

Ma anche senza aderire ai programmi sperimentali, la Protezione antifrode arriverà progressivamente su tutti i Pixel compatibili. Con questa novità, Google porta in Italia un ulteriore livello di difesa contro le truffe telefoniche, trasformando lo smartphone in un alleato attivo nella protezione dell’utente. Una funzione discreta, automatica e soprattutto immediata, che potrebbe fare la differenza proprio nel momento più critico: quando il telefono squilla e dall’altra parte c’è qualcuno che non ha buone intenzioni.

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