Touchscale usa il 3D Touch degli smartphone compatibili per pesare piccoli oggetti dal browser. Ecco come funziona e quali modelli supporta.
L’idea di usare lo smartphone come bilancia non è nuova, ma negli ultimi giorni il nome Touchscale è tornato a circolare online, alimentando curiosità e condivisioni. Il progetto nasce dopo l’uscita di iPhone 6s e iPhone 6s Plus, i primi dispositivi Apple dotati di 3D Touch, tecnologia capace di rilevare la pressione esercitata sul display. Subito dopo il lancio, diversi sviluppatori hanno iniziato a sperimentare applicazioni che sfruttavano quel sensore per stimare il peso di piccoli oggetti appoggiati sullo schermo.
Apple, in una fase iniziale, ha limitato la pubblicazione di app che utilizzavano il 3D Touch con questa finalità. Da qui l’idea di creare una soluzione alternativa, accessibile direttamente dal browser, senza passare dall’App Store. È così che nasce Touchscale, progetto open source ideato da Asher Trockman, disponibile come applicazione web.
Touchscale non richiede installazione. Si apre tramite browser e utilizza il sensore di pressione integrato nei modelli compatibili. Il principio è semplice: appoggiando un oggetto sul display, il sistema registra la variazione di pressione e la converte in un valore stimato in grammi.
Come funziona Touchscale e perché serve il 3D Touch
Il cuore del sistema è il sensore 3D Touch, introdotto da Apple nel 2015. Questa tecnologia non rileva solo il contatto, ma distingue tra pressioni leggere e più intense, fornendo un livello aggiuntivo di input rispetto al semplice tocco. Touchscale sfrutta proprio questa caratteristica per stimare il peso di piccoli oggetti.
La web app include una funzione di tara, che permette di calibrare il sistema prima della misurazione. L’utente può azzerare il valore iniziale e poi posizionare l’oggetto sullo schermo. Il sensore registra la pressione esercitata e la traduce in una stima numerica. Secondo quanto indicato dal progetto, con una corretta calibrazione i risultati possono avvicinarsi a quelli di una bilancia tradizionale, almeno per oggetti di peso molto ridotto.

Come funziona Touchscale e perché serve il 3D Touch – computercityhw.it
È importante chiarire che non si tratta di uno strumento certificato per uso professionale. La precisione dipende da vari fattori, tra cui la sensibilità del sensore, la superficie di appoggio e la distribuzione del peso sul display. L’utilizzo è indicato per oggetti leggeri, come piccole quantità di ingredienti o componenti di dimensioni ridotte.
Il progetto è open source, il che significa che il codice è pubblico e consultabile. Questo aspetto ha contribuito alla diffusione online, soprattutto tra utenti interessati a sperimentare funzioni alternative dello smartphone.
Compatibilità: quali iPhone possono usare Touchscale
L’elemento decisivo è la presenza del 3D Touch. Apple ha integrato questo sensore a partire da iPhone 6s e lo ha mantenuto fino a iPhone XS Max. Con l’introduzione di iPhone 11, l’azienda ha eliminato il 3D Touch, sostituendolo con l’Haptic Touch, tecnologia che simula la pressione tramite vibrazione ma non misura la forza esercitata.
Di conseguenza, Touchscale non funziona sui modelli successivi a iPhone XS Max. I dispositivi privi di 3D Touch non sono in grado di rilevare la pressione in modo analogo e quindi non possono stimare il peso attraverso il display.
Questo limite tecnico riduce il numero di dispositivi compatibili, considerando che i modelli più recenti non includono più il sensore necessario. Chi possiede un iPhone 6s, 7, 8, X, XS o XS Max può provare la web app, tenendo conto delle indicazioni sull’uso corretto.
L’interesse attorno a Touchscale dimostra come alcune funzioni hardware, anche dopo essere state abbandonate dai produttori, possano trovare nuove applicazioni grazie alla creatività degli sviluppatori. In questo caso, il 3D Touch viene reinterpretato come strumento di misurazione, trasformando lo schermo in una superficie sensibile alla pressione.
Non sostituisce una bilancia da cucina certificata, ma rappresenta un esempio di come una tecnologia possa essere riutilizzata in modo alternativo, sfruttando le caratteristiche tecniche del dispositivo.








