Digitale terrestre, addio a tutti questi canali dalla lista gratuita: come controllare e cosa c’è da sapere.
Il Digitale Terrestre continua a cambiare volto, e il 2026 si sta rivelando uno degli anni più movimentati per chi guarda la TV in chiaro.
Anche se lo switch off definitivo allo standard DVB‑T2 non ha ancora una data ufficiale, le modifiche ai MUX regionali e nazionali stanno procedendo senza sosta. Aggiunte, spostamenti e soprattutto rimozioni stanno ridisegnando la lista dei canali gratuiti, costringendo gli utenti a continui aggiornamenti per non perdere le novità.
Digitale terrestre: addio a tutti questi canali dalla lista gratuita
Negli ultimi giorni, diverse segnalazioni hanno confermato ulteriori cambiamenti. Chi vuole verificare subito la situazione deve effettuare una ricerca automatica sul televisore o sul decoder: è l’unico modo per agganciare le nuove numerazioni e accorgersi dei canali che non risultano più disponibili. Le modifiche, infatti, non vengono applicate automaticamente su tutti i dispositivi. Le rimozioni più recenti hanno riguardato soprattutto le emittenti locali. In Sicilia, per esempio, il canale ADN 24 è scomparso dal MUX regionale e non risulta più visibile gratuitamente.
Una perdita significativa per chi seguiva l’emittente, anche se contestualmente è stata aggiunta una nuova proposta musicale dedicata alle grandi hit del passato. Un segnale che il sistema continua a riorganizzarsi, sostituendo alcune realtà con altre. Situazione simile in Piemonte, dove due canali storici non compaiono più nella lista: Teleantenna Network e Anticolana Channel, precedentemente collocati agli LCN 80 e 90. Dopo l’aggiornamento della lista, entrambi risultano rimossi. Anche nel Lazio si registrano due eliminazioni definitive: Tele In Formazione e TV SL48, posizionati oltre l’LCN 100, hanno interrotto le trasmissioni e non sono più accessibili.
Questi cambiamenti sollevano una domanda inevitabile: perché i canali vengono rimossi così spesso? La risposta sta nella struttura stessa del Digitale Terrestre. Ogni MUX, cioè il “contenitore” che ospita più emittenti, ha una capacità di banda limitata. Con il passaggio progressivo al DVB‑T2 e la riassegnazione di alcune frequenze al 5G, lo spazio disponibile è diminuito. Gli operatori sono quindi costretti a fare scelte drastiche, decidendo quali canali mantenere e quali sacrificare.

Addio a questi canali gratuiti sul digitale terrestre – Computercityhw.it
Il risultato è un sistema in continua evoluzione, dove ogni settimana possono comparire nuove emittenti e scomparirne altre. Una dinamica che, secondo gli esperti, continuerà anche nei prossimi mesi, soprattutto man mano che ci si avvicinerà allo switch off definitivo. Per gli utenti, l’unico modo per restare aggiornati è effettuare periodicamente una risintonizzazione. La ricerca automatica permette di verificare quali canali sono ancora disponibili, quali sono stati spostati e quali invece sono stati rimossi. È un’operazione semplice, ma fondamentale per non perdere contenuti e per capire come sta cambiando il panorama televisivo regionale.
In un contesto così fluido, il Digitale Terrestre si conferma un sistema in trasformazione, che cerca di adattarsi alle nuove tecnologie e alle esigenze di banda. Le rimozioni possono dispiacere, soprattutto quando riguardano emittenti storiche, ma fanno parte di un processo più ampio che porterà a una TV più moderna e stabile. Nel frattempo, aggiornare la lista canali resta il gesto più importante per non restare indietro.








